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Proibizionismo: il grande imbroglio

Le mie considerazioni non nascono da un pensiero filisofico o scientifico,ma da una vita vissuta a diretto contatto con la realtà del mondo della droga,con tutte le sue conseguenze e problematiche correlate.se all'esperienza aggiungiamo una infarinatura in campo politico e sociale,ritengo di avere più titoli di un qualsiasi sociologo o inbonitore televisivo di turno,che dalle loro poltrone, sparano sentenze ,basandosi sulla cronaca,o quanto letto sui libri.perchè il grande imbroglio. Per riuscire a capire qualcosa,bisogna tornare un pò indietro nel tempo, all'incirca negli anni venti, nel periodo in cui in america si sentì parlare per la prima volta di proibizionismo.antecedente a quella data le indroghe erano consumate regolarmente, in molte forme, e da una buona percentuale della popolazione.chiunque in proposito si può documentare riguardo a questo argomento. Sapete benissimo che negli stati uniti c'erano e ci sono due realtà economiche, quella del nord e quella del sud. Quella del nord, prevalentemente di tipo industriale e più attenta alla persona e quella del sud che si basava sull'agricoltura e lo sfruttamento della person, .tanto è vero che lo scontro tra queste due diverse realtà ha portato alla guerra civile. Questa contrapposizione perdura ancora oggi, ed ha mietuto molte vittime illustri che tutti quanti conosciamo. Non si conoscono, o perlomeno io non conosco i fautori o inventori del pribizionismo, di certo è stata la scoperta del secolo, perchè continua a durare oggi, ed è applicata in tutto il mondo.questi signori anonimi hanno intuito e capito le potenzialità enormi nel controllare delle sostanze che allora erano di largo consumo. Per poterle controllare però bisognava proibirle, i vantaggi sono molteplici. Primo: la mancanza di concorrenza, con la proibizione si impedisce di fatto l'iniziativa privata in quanto viene repressa dalle istituzioni. Secondo: il controllo di queste sostanze permette guadagni immensi, senza doversi preoccupare della qualità. Terzo: non meno importante,la proibizione permette di avere la faccia pulita davanti all'opinione pubblica. Della serie predicare bene e razzolare male, perdonatemi questo proverbio, ma era per far capire bene il concetto. Ma come in tutte le cose ci sono i pro e contro. Il contro significa doversi nascondere da tutto e da tutti,non poter fare il proprio lavoro alla luce del sole, vivere costantemente nella paura e la menzogna. Purtroppo per molte personone i fattori positivi, sono molto più importanti di quelli negativi. Quindi il proibizionismo nasce esclusivamente per un fattore economico, non morale. Come dicevo prima, a certe persone non interessa di come fare soldi, ma di farli e basta, ed in questo gli americani sono dei veri maestri. Un altro fattore negativo per i fautori del proibizionismo, era quello di trovare persone disponibili a rischiare. Chi se non la malavita. Inevitabilmente si è creato un circolo vizioso, quelle persone che controllavano le istituzioni, erano le stesse che controllavano la malavita. Bisogna considerare che la droga ha una organizzazione commerciale come quella del caffè, del tabacco ecc.ecc. chiunque avrà sentito parlare di al capone ai tempi del proibizionismo e delle sue imprese.la malavita in quel periodo era cosi' forte, perchè era al soldo di una parte politica americana. I democratici hanno fatto di tutto per contrastare questo sistema, pagandone il prezzo con la vita. Di fatto in un paese quando si controllano entrambe le barricate si chiama regime. Questo regime con gli anni è diventato sempre più forte, e i suoi tentacoli sono in ogni angolo del mondo. In fede.

Samuele Nesci

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