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La politica dell'antipolitica

C’é da sentirsi davvero soli nel non riconoscersi tanto nella politica oggi trionfante quanto nella cosiddetta “antipolitica” che, come premessa per ogni sua azione (politica), afferma di rifiutarla per non essere essa stessa “rifiutata”.

Si, ci si sente soli nel sottrarsi e nel mal sopportare sia “il buon senso comune” sia “la retorica del pazzo” eppure, ormai, queste sequenze si riproducono a cascata con le sembianze di una moda, di un costume consolidato. In qualche modo i desideri del pubblico distorcono una lettura obiettiva della realtà. Come in un regime, come negare il fascismo durante il fascismo (si, anche allora si aveva poco seguito).

E’ un gioco perverso non privo di persone anche in buona fede. Politica e antipolitica di questi tempi: due facce della stessa medaglia. Chi rifiuta la politica e ne prova fastidio e chi la pratica o ne subisce (volentieri) le pratiche.
La politica come idea “nobile” di confronto di idee, idealità o di ideologie (si, ideologie ecchessaràmmai?) non ha più spazi, non esiste più, anzi, per alcuni non è mai esistita.

L’antipolitica, quindi, in tutte le sue varianti, non è nulla di serio e non porta alla soluzione di alcun problema. E’ solo un “vestito che si porta” per distinguersi dalla divisa ufficiale degli imperanti.

Destra, sinistra, sopra, sotto, federalisti, centralisti…. Tutti ne hanno cavalcato i modi in questi anni, tutti adattando i loro stili e i loro motti.
Basti guardare a Prodi e a Berlusconi. Entrambi leader di partiti o di loro coalizioni. Entrambi, però, come punto di forza delle loro figure il fatto di provenire da luoghi ad essi ben distanti e a non perder occasioni per ribadirlo: il professore e l’imprenditore lontani dalla politica. Come non vedere che anche nel successo personale di Rollandin c’è tanto di questo in versione patois?
“Di questo passo dove andremo a finire?” mormora la solita vecchietta a passeggio per la via. Semplice, dove la state portando voi.
Quanto ci vuole a capire che le innumerevoli varianti dell’antipolitica ci restituiscono solo, ogni volta di più, una politica peggiore di quella precedente?

Lo Cataro de Coneum

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