ATTIVITA' ASSOCIATIVE
Legge sulla fecondazione assistita: 43 persone in sciopero della fame.
La difesa dei diritti della persona passa attraverso l’informazione. Troppo spesso in Italia gli strumenti della comunicazione di massa dimenticano d’informare tempestivamente, con chiarezza e completezza, su tutti i fatti e gli avvenimenti che quotidianamente caratterizzano la vita della società.
In questo periodo, i mass media si occupano prevalentemente della crisi politica in atto, delle motivazioni della caduta del governo Prodi, delle prossime elezioni del 13 e 14 aprile, delle metamorfosi dei partiti e dei partitini, della contrapposizione di poli composti da varie mescole, di camaleonti, voltagabbana e banderuole che passano da un movimento all’altro, non tenendo così fede alle loro precedenti promesse elettorali.
Per gli organi d’informazione di maggior diffusione sono questi gli argomenti che meritano il massimo risalto e da imporre, quindi, ai lettori, e ai radioascoltatori e ai telespettatori. Tuttavia non dimenticano l’emergenza rifiuti in Campania, i nefandi fatti di cronaca nera e giudiziaria che, purtroppo, si moltiplicano nel nostro Paese.
Ma non c’è soltanto questo nella realtà italiana.
Il 31 gennaio scorso Marco Cappato, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, Mina Welby, Lucio Bertè e Dominique Velati hanno attuato un’azione gandhiana non violenta e precisamente “un digiuno di dialogo” con il Ministro dimissionario della Salute, Livia Turco, affinché assuma provvedimenti immediati e improcrastinabili per i diritti delle persone disabili e dei portatori di malattie genetiche. Una richiesta specifica era stata fatta il 28 gennaio da Cappato con una lettera aperta al Ministro.
Sono provvedimenti pronti da mesi, con il consenso generale, e che attendono soltanto la firma di Livia Turco. Non sottoscriverli rischia, in questo momento di crisi politica, di distogliere ogni attenzione dai problemi delle persone malate e disabili che meno agevolmente di altre possono organizzarsi per far sentire la loro voce.
Questi i provvedimenti:
1) l’aggiornamento del nomenclatore tariffario, cioè l’elenco delle strumentazioni rimborsabili che consentono di recuperare facoltà perdute, in particolare quella di parola e comunicazione.
2) L’adozione delle norme che obbligano le aziende ospedaliere a dotarsi di Unità di Gestione del Rischio Clinico e di Servizi di Ingegneria Clinica per tutelare la sicurezza degli impianti e limitare gli errori clinici.
3) L’aggiornamento delle Linee Guida della Legge sulla Fecondazione Assistita, scadute il 4 agosto 2007, con particolare riferimento ai diritti dei portatori di malattie genetiche.
4) Emanare il decreto attuativo della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla biomedicina, ratificata nel 2001 e definita Convenzione di Oviedo.
E dopo 7 giorni di fila di sciopero della fame di Marco Cappato, Mina Welby, Lucio Bertè e Dominique Velati e dopo aver incontrato una delegazione dell’Associazione Luca Coscioni, il Ministro Livia Turco ha comunicato ufficialmente alcuni impegni calendarizzati in materia, tra i quali l’intesa tra Stato e Regioni per la gestione degli errori medici e l’aggiornamento del nomenclatore fissato per il 6 marzo, quando sarà ratificato in occasione della sessione della Conferenza Stato-Regioni.
Dopo 48 ore di sospensione del digiuno di dialogo, come segnale di ringraziamento per gli impegni assunti dal Ministro, l’azione non violenta gandhiana è ripresa, con l’aggiunta di rappresentanti delle Associazioni dei Pazienti Sterili, per richiedere l’aggiornamento delle Linee Guida della Legge 40 sulla fecondazione assistita, scadute ormai da più di 6 mesi.
Sono ora coinvolte nello sciopero della fame 42 persone. Tra le altre Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani, Rocco Berardo, vice segretario dell’Associazione Concioni, Federica Casadei, dell’Associazione Pazienti Sterili, Laura Pisano dell’Associazione onlus “Cerco un Bimbo”, Patrizia Battistini dell’Altra Cicogna onlus. Sono tutte in attesa di un riscontro da parte del Ministro Livia Turco.
Di questa azione gandhiana, di questo digiuno di dialogo con il Ministro, non c’è stata, però, una prova tangibile, evidente sugli organi di comunicazione di massa. Soltanto il Corriere della Sera del 28 gennaio ha ripreso parzialmente la lettera aperta che Marco Cappato aveva inviato in merito al Ministro.
Al riguardo non mi sembra necessaria una considerazione conclusiva.
La lascio a Voi lettori.
Daniele Amedeo