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Tolleranza zero???!!!???

Devo proprio dirlo, se c’è una cosa che mi fa inorridire è sentire parlare del concetto di “tolleranza zero”. Lo dice anche Vasco Rossi in una recente canzone: basta poco per essere intolleranti, basta esser solo un po’ ignoranti…..
Eppure è così.
L’italiano, nonostante secoli di vessazioni da parte di invasori vari e, all’estero, da parte di popoli ben poco felici di dover ricevere i nostri immigrati, si è scoperto intollerante e insofferente verso il diverso. Perché, noi non siamo forse sempre stati considerati a nostra volta un popolo sì artistico e creativo, ma altrettanto sicuramente poco lavoratore e altrettanto poco affidabile?
Eppure adesso ci da fastidio tutto.
L’immigrato anche quando non delinque.
I colori del gay pride.
I graffitari.
Le prostitute per strada, anche se dopo una certa ora a parecchi non danno più tanto fastidio.
I ragazzini che si fanno le canne.
Il vicino che ascolta musica……
Torno da pochi giorni da uno dei miei ricorrenti viaggi nel subcontinente indiano e il concetto di intolleranza mi assorda.
Laggiù ci sono le condizioni ottimali perché l’odio sociale attecchisca. Dalla povertà più estrema a un sistema di caste che ha regalato alcune fasce della popolazione a livelli di vita disumani. Dagli estremi di una casta manageriale e produttiva che sta portando il paese a un livello di competitività imbarazzante per l‘occidente, a un livello di alfabetizzazione ancora scarsissimo, soprattutto nelle campagne. Film di Bollywood con budget miliardari e campagne di vaccinazione di massa ancora a uno stadio meno che embrionale. Ricchissimi imprenditori e intoccabili ridotti a livello di animali. E poi la convivenza di una pluralità di religioni, tutte presenti in percentuali importanti e che altrove porterebbe a scontri inimmaginabili, che lì si riconduce – e soltanto da pochi anni – alla presenza in alcuni stati di sparuti, benché feroci ed attivissimi, groppuscoli fondamentalisti appartenenti all’una o un’altra fede. Non voglio qui mettermi a sostenere in maniera sopra le righe il sistema sociale di un paese effettivamente carico di problemi e in cui il terrorismo è diventato negli ultimi anni uno dei più grossi fra questi, ma la sensazione che lì si prova – potrei sbagliarmi ma non credo - è che queste organizzazioni non trovino effettivamente vero seguito nella società civile, più impegnata a sopravvivere che altro, e che comunque il misticismo insito nella cultura indiana sia già da sè buon deterrente all’attecchimento nelle masse di una cultura di violenza.….
La verità è che osservando la convivenza tra fedeli di diversi credi - e finanche di appartenenti a diverse caste all’interno dello stesso mondo hindu, ormai deciso almeno nelle città ad ammorbidire l’ignobile sistema delle suddette - quando si arriva in India si ha la sensazione di essere veramente nella nazione sovrana socialista, laica e democratica così come enunciato dalla costituzione del 1950. Vero che nelle carceri e in certe imprese ci sono comunque problemi di diritti civili, vero che le differenze nel tessuto sociale raggiungono livelli per noi inaccettabili, e vero anche che una certa oligarchia hindu è dura da rimuovere dagli scranni del potere, ma la gente comune lì convive, ed è questo che conta….
Il concetto di convivenza civile dovrebbe essere semplice da accettare, ma evidentemente almeno in Italia pare non sia così.
Proviamo a stare per un periodo in un posto dove convivono hindu, buddisti, sikh, giainisti, zoroastriani, islamici, cristiani ed ebrei e vediamo se al ritorno riteniamo ancora così importante il fatto che un povero Gesù Cristo sia appeso in un’aula di una scuola elementare o no.
Parliamo del fatto che inglobato nel territorio del nostro stato a parole laico abbiamo ancora uno Stato Vaticano che pretende di dettarci le sue linee guida in nome di un concordato che non ha più nessuna ragione di esistere.
Parliamo di una chiesa che spande parole di tolleranza nei confronti di tutti i diversi come fosse grano a una semina, ma poi nei fatti bolla l’omosessualità come devianza e si mette in prima linea nella battaglia contro le unioni di fatto. Una chiesa che apre missioni nel mondo non per aiutare – altrimenti non condannerebbe l’uso del preservativo in continenti infestati dall’AIDS – ma per indottrinare, convertire, dirottare offerte dai sacerdoti di Shiva ai sacerdoti di Cristo…….
Non sto dicendo che l’intolleranza in Italia sia causata soltanto dalla religione - c’entra sicuramente infatti ancora di più quella sensazione di insicurezza dell’uomo della strada che chi improvvidamente ha sottovalutato ha pagato duramente in fase elettorale - ma sicuramente il concetto di difesa dei nostri valori andrebbe rivisto.
Non si tratta qui di difendersi da un’invasione, per la miseria!!! Nessuno sta minacciando la nostra cultura, nessuno, e spero che questo sacrosanto concetto sia chiaro non solo a me!!!
Io personalmente, che ho un bambino di nove anni non battezzato, mi sento più minacciato dall’ora di religione che dal mio vicino di casa che recita il corano all’alba e al tramonto, e non solo…
Io mi sento minacciato da chi predica l’odio sociale.
Io sono più preoccupato del bullismo, del nonnismo, del machismo, del leghismo, che di chiunque venga da un altro paese o un’altra città a cercare di trovare una condizione di vita migliore, e per chiosare lo vorrei ricordare in primis ai signori eredi dei Salassi che ci stanno governando in regione….
Basta poco per essere intolleranti, basta esser solo un po’ ignoranti!!!


Stefano Bittelli
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