ATTIVITA' ASSOCIATIVE
30 millond d'euros pour voler. Ovvero di come investire denaro pubblico per creare un debito perenne
Ci sono investimenti che rendono ed investimenti che costano, abbiamo sperimentato frequentemente i secondi più raramente i primi; ricordiamo l’acquisto delle centrali elettriche e poco altro.
La nuova aerostazione si iscrive di diritto nel guinness dei primati dello spreco di denaro pubblico.
30 milioni di euro, a tanto ammonta la previsione (sottolineo previsione) di spesa per l’ampliamento del Corrado Gex, per far fronte ad una domanda inconsistente (quella dei cittadini locali) e per presentare un’offerta di nessun appeal al mercato turistico.
Far volare i valdostani, nel senso di permettergli di partire by air da sotto casa per le vacanze, sembra l’unico risultato dell’operazione. Ora, io mi domando, siamo in 120 mila, una parte di noi risiede in bassa valle ed quasi più vicina a Caselle che a St. Christophe, gli altri, ma quanto vanno in vacanza?
Vanno tutti verso una sola o poche destinazioni? No, perché non è che ci saranno voli per tutto il mondo, al massimo verso due o tre città o un altro aeroporto da cui partire per la destinazione finale, uno dei famigerati hub, ma noi ne abbiamo due a meno di 180 km. da piazza Chanoux ad Aosta , Malpensa e Ginevra, perché andare più distanti?
Ah, certo, rimane l’esigenza dei politici locali e dei dirigenti dell’amministrazione regionale che si devono recare a Roma per svolgere i loro doveri e di certo non possono andare in auto, magari una bella Audi con autista, fino a Caselle(ogni riferimento ai nuovi acquisti della Presidenza del Consiglio è voluto)!
Ma vogliamo parlare del ritorno in termini di crescita di flussi turistici, l’incoming! Beh qui cresce l’imbarazzo.
Il master plan ed il collegato bussiness plan commissionati dalla regione ci dicono che i tour operators che attualmente portano turisti in valle o non sono interessati perché la loro clientela (studenti) preferisce il viaggio in autobus che oltretutto costa meno o che operano solo con aerei da almeno 120 posti, preferibilmente da 2/300 posti e che organizzano i transferts (i voli) per turisti che soggiorneranno in più località, valdostane ma anche piemontesi e quindi devono poterli fare atterrare dove sia più agevole per tutti raggiungere la meta finale. Piccolo particolare da aggiungere, l’aereo più grande che potrà atterrare e decollare da Aosta avrebbe, il condizionale lo capirete dopo, una portata massima di 90 posti!
E i 49 mila passeggeri previsti per il 2015, a regime, dagli stessi studi di cui sopra per giustificare l’investimento? Ma no, era uno scherzo, tanto per fare bella figura; ci hanno recentemente rassicurato in televisione che al massimo ci saranno 4 o 5 voli nei fine settimana. Cioè circa 4/500 turisti alla settima nei mesi di punta invernali, al massimo 2/3000 in tutta la stagione? Ma se li andiamo a prendere a casa, sempre con la solita Audi, ci costa di meno!
Delle due l’una, o ci saranno 49 mila transiti e quindi una almeno ventina di voli alla settimana di cui una dozzina nei fine settimana, o ci saranno i 4/5 voli annunciati al Tg Regionale e le sparute fila di sciatori conseguenti.
Altra chicca, la società che realizzato i due studi, master e bussiness plan, è, guarda caso, la stessa che ha l’appalto della progettazione della nuova aerostazione, piccolo conflitto d’interessi, un po’ di forzature?
In ogni caso, i dati pur ottimistici del bussiness plan evidenziano la necessità di contributi da parte regionale per almeno 1,3 milioni di euro ogni anno anche per il 2015 cioè una volta a regime. Più verosimilmente, le esperienze analoghe di Bolzano e Cuneo ci dicono che il buco, il debito perenne, non sarà inferiore ai 2 milioni di euro annui, ma facendolo alla “valdostana” è garantito il conseguimento di nuovi record.
Infine, una brevissima annotazione sulla reale praticabilità del futuribile aeroporto; le ciminiere dello stabilimento Cogne dovranno essere tagliate ed abbassate per ragioni di sicurezza; le avete presenti, non sono stellari, una settantina di metri e sono poste quasi in linea con il centro cittadino, vuol dire che gli aerei passeranno sopra la città in eventuali condizioni di emergenza a meno di cento di altezza? Quindi in condizioni normali da circa 150 a 300 metri sui condomini della zona est di Aosta con un produzione di rumore pari a circa 130 decibel, tre volte il massimo consentito per una via stradale? Auguri per i fortunati abitanti e proprietari, un vero diversivo alla noia giornaliera ed un ottimo valore aggiunto per il loro investimento immobiliare!
I nostri amici piloti ci informano, inoltre, che le eventuali compagnie aeree, che decidessero di utilizzare lo scalo aostano, dovrebbero avere equipaggi addestrati ad hoc per le caratteriste “anomale” delle procedure di atterraggio ed di decollo nella ristrettezza della nostra valle e per la vicinanza di alture con notevole altitudine. Le vedo già lì pronte, le compagnie aeree con i loro bei bilanci, ad investire per poter annoverare Aosta tra le località da loro servite.
Le domande che sorgono spontanee sono due, a chi giova tutto questo e come possiamo fermare questa follia?
Ho difficoltà a rispondere, forse ai progettisti ed alle imprese che realizzeranno i lavori ed ai loro sponsor? Controlleremo i nomi e i cognomi.
Per la seconda la vedo dura, abbiamo una sola arma; la mobilitazione dell’opinione pubblica, l’impegno di ogni valdostano che abbia a cuore la propria regione ed il suo futuro.