"laici, liberali in economia, radicali per i diritti civili e socialisti per il welfare"

L'ASSOCIAZIONE

ATTIVITA'

LYNKS

PARTNERS

Google

-

ATTIVITA' ASSOCIATIVE

Peggiorano le condizioni cliniche di Eluana

Eluana Englaro ha 20 anni quando nella notte del 18 Gennaio 1992 , a seguito di un incidente stradale, riporta un gravissimo trauma cranico. La ragazza arriva in ospedale in coma con assenza quasi completa di riflessi, paralisi dei quattro arti, in grado di respirare spontaneamente ma non in grado di proteggere le vie aeree.Viene come da procedura, intubata e sottoposta a ventilazione meccanica. Le indagini strumentali (TAC) evidenziano raccolte di sangue in uno degli emisferi cerebrali e immagini di sofferenza in regione talamica da entrambi i lati. La paziente viene ricoverata in Rianimazione dove nei giorni successivi supera una fase di aggravamento legata al rigonfiamento degli emisferi cerebrali e alla comparsa di emorragia nella parte alta dell'encefalo e riprende gradualmente la capacità di respirare spontaneamente. Dopo circa un mese Eluana comincia ad aprire gli occhi senza mai riprendere però contatto con l'ambiente e senza presentare alcun movimento spontaneo degli arti.
Queste le condizioni della ragazza descritte da Carlo Alberto Defanti neurologo del Niguarda di Milano che si è occupato del caso:
"Al momento della mia prima osservazione, sei anni dopo il fatto, appariva in buone condizioni generali. Manteneva gli occhi aperti durante buona parte della giornata, i globi oculari erano deviati ("deviazione sghemba") e la pupilla dell'occhio destro non reagiva alla luce. Le labbra, la mandibola e la lingua erano animate da una sorta di tremore ritmico. Gli arti erano immobili e spastici, con atteggiamento in equinismo di entrambi i piedi. Respirava spontaneamente, senza ausili meccanici. La nutrizione avveniva mediante un sondino naso-gastrico. Malgrado un'osservazione prolungata e stimolazioni di vario tipo, non si è mai riusciti a entrare in contatto con lei.
Durante la giornata e soprattutto durante la notte si osservavano momenti di sonno. Fra le indagini condotte durante la degenza, l'elettroencefalogramma prolungato per 20 ore confermava l'esistenza di un ritmo sonno-veglia.
L'attività elettrica registrata alla superficie del cranio (e proveniente dalla corteccia cerebrale) si dimostrava poco organizzata e non reagente ai diversi stimoli. La risonanza magnetica dell'encefalo dimostrava una diffusa alterazione della sostanza bianca dei due emisferi e un danno marcato del tronco cerebrale, ove si osservavano gli esiti dell'emorragia nel mesencefalo di cui ho parlato in precedenza. Lo studio dei potenziali evocati dimostrava un'assenza di risposta della corteccia cerebrale agli stimoli uditivi, un'assenza di risposta agli stimoli elettrici applicati sulle caviglie e una debole risposta corticale alla stimolazione elettrica del polso destro.
La diagnosi da me formulata era di stato vegetativo e la mia prognosi era negativa quanto al ricupero della coscienza; parlavo perciò, usando il termine proposto dalla "MultiSociety Task Force on Persistent Vegetative State", di stato vegetativo permanente (o, in altre parole, di stato vegetativo irreversibile). Malgrado non soffra direttamente per il suo stato, dovrebbe essere chiaro a tutti che la sua condizione è priva di dignità. Di lei rimane un corpo privo della capacità di provare qualsiasi esperienza, totalmente nelle mani del personale che la assiste. La sua condizione è penosa per coloro che la assistono e che hanno ormai perduto da tempo la speranza di un risveglio e per i suoi genitori, che hanno perso una figlia ma non possono elaborarne compiutamente il lutto".
Questo per chiarire le reali condizioni in cui purtroppo versa ormai da 16 anni la sfortunata Eluana, nonostante i Tg ci restituiscano nei loro servizi le immagini pre incidente che la mostrano giovane, bella e sorridente.
Il padre di Eluana si rifiuta di risolvere il problema "all'italiana" portandosi la figlia a casa e dimenticandosi di nutrirla e idratarla e inizia una battaglia legale per sospendere nutrizione e idratazione artificiale che ha riaperto il dibattito sui temi dell'accanimento terapeutico e del testamento biologico.
In sostanza chiede l'interdizione di Eluana, di essere nominato tutore e di poter interrompere le cure che protraggono lo stato vegetativo, compresa la nutrizione e l'idratazione artificiale,al fine di rispettare la volontà della ragazza. Eluana, infatti, in occasione di una visita ad un amico in stato vegetativo aveva affermato che non avrebbe voluto essere lasciata in una condizione così poco dignitosa.
Nell'Ottobre 2007 la Corte di Cassazione accoglie l´ultimo degli otto ricorsi legali del padre di Eluana.Tale pronunciamento della Suprema Corte provoca l'imediata reazione del Vaticano che, attraverso l'Osservatore Romano, parla di "relativismo di valori" capace di "orientare fatalmente il legislatore verso l'eutanasia".
La parola, quindi, è tornata alla Corte di Appello di Milano che, ai primi di luglio, ha dato ragione ai genitori di Eluana, autorizzando la disattivazione del sondino di alimentazione e suscitando nuovamente le ire della chiesa ("una sentenza grave" perchè la decisione dei magistrati "disconosce il principio della non disponibilità della vita e il dovere di ogni società civile, di assistere i propri cittadini più deboli") e dei politici di stretta osservanza quali Buttiglione ("Comprendiamo e condividiamo il dolore, ma non possiamo accettare la decisione disperata cui questo dolore porta. Chi può decidere quale vita sia degna di essere vissuta e quale no?") e Binetti: ("Dal mio punto di vista, resta ferma la convinzione che staccare la spina per interrompere una vita è qualcosa che dovremmo cercare di allontare dall'orizzonte del nostro pensiero").
L'applicazione della sentenza diventa però impossibile perchè la clinica in cui è ricoverata Eluana è gestita da suore che non permettono il distacco del sondino. Anche l'ospedale di Lecco, struttura pubblica, nega la propria disponibilità. Risulta un'impresa ardua reperire una struttura disponibile anche per la presa di posizione dell'Ordine dei medici di Lecco, che chiede ai propri membri di opporre "l'obiezione di coscienza". Alla fine sarebbe possibile traferire Eluana presso l’Ospice di Airuno in provincia di Lecco. Ma gli impedimenti burocratici non sono finiti; Eluana deve arrivare all' Ospice già in condizioni "terminali", cioè con il sondino staccato. Inoltre la Procura di Milano fa sapere che ricorrerà in appello esaudendo i desideri di Monsignor Rino Fisichella che a proposito della sentenza si era così espresso: "Spero in un ricorso presso una corte superiore al fine di ragionare con maggiore serenità e meno emotività".
Contemporaneamente si muove anche la politica. Il Presidente del Senato Schifani moralmente sorretto da una mirabile affermazione del Presidente del Consiglio( "È giusto intervenire, un magistrato non può fare la legge ma deve solo applicarla” agli altri n.d.r.) promuove la richiesta di sollevare il conflitto di attribuzione di fronte alla Corte Costituzionale appellandosi ad una presunta invasione della Cassazione nella sfera legislativa. Il Parlamento, che da oltre un decennio non riesce a legiferare su questa materia, contesta ai magistrati di essersi inseriti in un vuoto legislativo creato dal Parlamento stesso. I due rami del Parlamento approvano (con l'astensione del PD)
E arriviamo ai fatti recenti; La Corte Costituzionale ha bocciato i ricorsi di Camera e Senato sollevando le indignate proteste di alcuni politici:
Eugenia Roccella (sottosegretario al Welfare, figlia di uno dei fondatori del Partito Radicale ed ex Radicale essa stessa ora su posizioni teo-con) dopo la pronuncia della Consulta, ha detto che il problema «è l'espansione dei giudici e la loro invadenza di campo» perché «in Italia le leggi le fa il Parlamento e i giudici dovrebbero applicarle». Gaetano Quagliariello (pure lui ex Radicale) ha definito «pilatesca» la decisione della Consulta e ha detto che «legiferare diventa ancora più urgente».
Tali posizioni sono sembrate talmente paradossali da suscitare l'indignazione di giornalisti non propriamente di sinistra come Filippo Facci che dalle pagine del Giornale così protesta:
"Cioè: ma di che state parlando? Siete voi che la legge non l'avete mai fatta, siete voi che non volevate assolutamente farla, siete voi che sino a mezz'ora fa non volevate neppure sentir parlare di testamento biologico e urlavate «eutanasia» a ogni tentativo di farlo. È l'ipocrisia della politica italiana, unica in Europa, che ha lasciato dolosamente scoperti gli spazi di cui la magistratura non ha potuto non occuparsi: e ora venite a dirci che ci vuole una legge? Dopo che per anni ve l’hanno chiesta la società civile, i medici, tutti i livelli della magistratura, il Consiglio superiore di sanità, persino qualche politico? Dopo che la società e i medici, aspettando voi, per anni, se la sono cavata segretamente da soli con tutte le Englaro e i Welby lontani dai riflettori? E sarebbe la Consulta a essere pilatesca? Non dite che ci vuole una legge: fatela. "
Proprio mentre stavo per concludere dicendo che le sofferenze di Eluana non sono finite arriva tramite Internet la notizia di un peggioramento delle sue condizioni cliniche a causa di una emorragia...

Pietro Panzarasa

CODICE FISCALE 91048470073
home.page - all right reserved © 2007 associazione valdostana loris fortuna - rhoalp.com