ATTIVITA' ASSOCIATIVE
Napoli è la carta sporca e nessuno se ne importa
E’ il testo di una nota canzone che richiama alla mente le tristi immagini della città partenopea che convive da mesi con la spazzatura nelle strade.
Di fronte ad un problema di tale portata stiamo reagendo come al solito facciamo, e cioè senza considerare le conseguenze dei nostri comportamenti.
Tutti sanno che gli inceneritori sono necessariamente inquinanti. L’energia prodotta per bruciare i rifiuti non basta nemmeno per far funzionare gli inceneritori stessi. Non parliamo poi delle polveri sottili, che non potranno che essere respirate da tutti gli esseri viventi del pianeta, uomo compreso. Bruciare i rifiuti è la soluzione più facile e come tutte le soluzioni facili è anche la più pericolosa. La vita di per sé dovrebbe averci insegnato che le cose migliori si ottengono con il sudore della fronte e non con le scorciatoie.
Per far fronte al problema dei rifiuti dovremmo, secondo me, dare un’occhiata a come si comportano gli organismi viventi. Lo stesso corpo umano produce scarti e rifiuti che possono però rigenerarsi nell’ambiente senza alterarne l’equilibrio.
Nulla si distrugge e tutto si trasforma! I sostenitori degli inceneritori dovrebbero riflettere in che cosa si trasforma l’immondizia che vogliono bruciare: fumi, residui tossici, polveri sottili, metalli pesanti, ecc.
E’ venuto il momento di affrontare il problema in maniera adulta. Anche la nostra regione realizzerà un inceneritore percorrendo la via più semplice ma anche la più pericolosa. Certamente non avremo la spazzatura nelle strade ma l’avremo nell’aria che respiriamo, nell’acqua che beviamo e nella terra che coltiviamo. Non importa, direbbe qualcuno, per lo meno non daremo un’immagine degradata del nostro capoluogo e dei nostri paesi. Nasconderemo la testa sotto la sabbia e vivremo di apparenze fino al giorno in cui qualcuno ci presenterà il conto da pagare.
Con la raccolta differenziata siamo ad un buon punto ma si deve fare di più. Non esistono rifiuti che non possano essere riciclati, trasformati e riutilizzati: basta volerlo!
Sarebbe utile produrre meno rifiuti, e anche in questo caso si potrebbe cominciare a preferire quei prodotti privi di confezione o con imballaggi essenziali. Sarebbe anche il caso di far pagare l’immondizia a chili per sensibilizzare la società civile. Meglio ancora sarebbe premiare i comportamenti virtuosi sia dei produttori dei beni di consumo, sia dei consumatori che sono di conseguenza produttori di spazzatura.
Qui entra in gioco la politica lungimirante, saggia e sensibile. La politica nobile che risolve i problemi fornendo soluzioni e non producendo ulteriori problemi.
Ai nostri amministratori chiedo se sia davvero il caso di realizzare in Valle un inceneritore. Costruirlo è un comportamento paragonabile a quelli che non si lavano ma si mettono il profumo! Possibile che la stupidità sia cosi diffusa anche in un luogo naturalmente spettacolare come la Valle d’Aosta, dove la bellezza dell’ambiente dovrebbe stimolare la ricerca di soluzioni creative ed intelligenti? Magari creare un grosso polo di imprese specializzate nel riciclo di ciascuna tipologia di rifiuto (plastica, carta, vetro, umido, metalli, ecc.) e divenire importatori di rifiuti ed esportatori di materie prime riciclate? Immaginate un’industria capace di trattare e rigenerare le tonnellate di strumenti elettronici (tv, computer, ecc) che vengono prodotti quotidianamente. La Regione potrebbe favorire l’installazione di tali strutture generando molta ricchezza e contribuendo in maniera significativa al benessere del pianeta.
Ai nostri amministratori mi viene spontaneo ricordare che l’emergenza rifiuti (pare che la discarica di Brissogne abbia gli anni contati), è una favolosa opportunità da cogliere. Ricordatevi che se il “petrolio” di domani si chiama “acqua”, è certo che le “miniere” di domani si chiameranno “rifiuti”.
Claudio Latella